“Siamo Number One!”: Il calcio che ha cambiato Toronto

[“Siamo Number One!”: The Soccer Game that Changed Toronto]

Scritto da Riccardo Lo Monaco

La storia degli italiani di Toronto, così come quella delle altre comunità di immigrati in questa città, potrebbe essere raccontata come una lunga serie di lotte e sacrifici. I tempi duri sono ricorsi così spesso nel passato degli immigrati che è facile trascurare i momenti di gioia.   Ma a volte, però, la storia di un trionfo è così importante che non può essere dimenticata. A Toronto, dove gli immigrati italiani per molto tempo hanno dovuto sopportare discriminazione e una crisi di identità, la vittoria italiana ai Mondiali di calcio del 1982 ha fornito un’occasione importante per esaltare la propria identità e riaffermare la loro parificazione a tutte le altre comunità canadesi. La celebrazione della vittoria per le strade di Toronto rimane uno dei momenti più importanti nella storia degli italiani di questa città.

I “New Canadians” come spesso venivano descritti gli italiani, dovettero fronteggiare numerose difficoltà e sopportare varie forme di discriminazione razziale e intolleranza, durante il loro sforzo di integrazione. Molti arrivarono in Canada credendo di trovare tutte le risposte ai loro problemi, senza aspettarsi di avere a che fare con una disoccupazione diffusa, mancanza di case e problemi linguistici.  Le aziende canadesi avevano una serie di aspettative per gli immigrati che assumevano: li volevano impegnati, docili e pronti a lavorare sodo. Gli italiani si trovarono presi tra un desiderio conflittuale di conservare la loro identità nazionale ma al tempo stesso di assorbire la cultura canadese così come veniva loro chiesto.

Entro il 1961 più di metà della popolazione italiana in Ontario si era stabilita a Toronto, facendo diventare la zona di College Street fra Ossington e Bathurst così fittamente popolata di italiani che ben presto in città la si cominciò a chiamare Little Italy. Questa piccola area urbana dava alloggio a 16.000 italiani, che si servivano presso i negozi, i bar e i club italiani della zona, i quali avevano rimpiazzato i precedenti negozi. In quei bar gli italiani continuavano a interagire con altri italiani, giocando a carte e discutendo con loro i problemi di tutti i giorni, quasi sempre in lingua italiana.

Toronto Star, Lunedì, 12 luglio, 1982

Negli anni 50 si sviluppò una seconda area italiana, grande il doppio di Little Italy, a ovest di quest’ultima, all’incrocio fra St. Clair Avenue West e Dufferin Street. L’area, conosciuta come Corso Italia, ricordava simbolicamente la famosa strada romana di Via del Corso, che corre per 1 chilometro e mezzo nel cuore della Capitale d’Italia. Oltre all’italianità di vetrine e facciate, questo collegamento ideale con Via del Corso aiutò a dare un ulteriore pennellata tricolore in questo spazio peraltro canadese. Costituì un luogo di raduno per la comunità italiana in Ontario durante eventi particolari, come la processione del Venerdì Santo e altre celebrazioni casuali, come la vittoria nei Mondiali del 1982.

Nel 1982 una serie di fattori concomitanti contribuì a costituire un rinnovato senso di fiducia in se stessi per gli italiani che vivevano in Canada. L’introduzione della legge sui diritti umani, la Canadian Charter of Rights and Freedoms ha garantito a molti canadesi dei diritti che prima on avevano. Molti italiani hanno ottenuto in Canada il successo economico guadagnando una sempre maggiore stabilità in termini di condizioni di vita, lavoro e istruzione. Molti di questi progressi sono stati merito delle minoranze etniche che si sono battute per il riconoscimento di una serie di diritti umani dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi e sono riusciti a eliminare le leggi discriminatorie in Canada. Al tempo stesso questo crescente accettazione del pluralismo culturale ha permesso agli italo-canadesi di sentire che potevano festeggiare spontaneamente per le vie della città quando la squadra azzurra ha conquistato la coppa del mondo.

L’11 luglio 1982 circa 300.000 persone si riversarono per le vie del quartiere italiano di Toronto per celebrare la prima vittoria italiana nel campionato mondiale dopo 44 anni dall’ultimo successo.  Una folla così grande, etnicamente connotata o meno, non si era mai vista a Toronto per celebrare un evento sportivo. Per dare una prospettiva a questi numeri, possiamo dire che il Toronto Sun aveva definito “eccezionale” la fola che si era riunita a Queen’s park pochi giorni prima per festeggiare il Canada Day, composta da 30.000 persone.

Gli italiani continuano a vantare il fatto che una celebrazione così immensa sia avvenuta in modo del tutto pacifico, rispettoso e non violento, dando quindi una dimostrazione della grandezza dell’Italia. Esaminando l’evento più in profondità, si può dire che abbia costituito una svolta epocale nella cultura del tifo sportivo. Il calcio è stato tradizionalmente collocato nella sfera delle attività ricreative maschili, con gli uomini che si riuniscono nei bar o nei pub per guardare le partite su circuiti chiusi televisivi provenienti dall’Europa.  Nel 1982, per la prima volta in Canada la rete nazionale canadese CBC decise di trasmettere in diretta gli incontri del Mondiale di calcio. Da quel momento la gente poteva seguire le partite direttamente da casa propria. Questo incoraggiò donne e bambini a seguire gli incontri e a partecipare ai festeggiamenti successivi. Uno sport quasi esclusivamente dominato dalla presenza maschile si era quindi trasformato in un avvenimento per la famiglia, contribuendo a disinnescare la violenza e il caos che contraddistinguono la cultura del tifo a prevalenza maschile in molte parti d’Europa.

Nel 1982 gli italiani diedero alla loro celebrazione anche un senso politico. Le zone in cui si tenne la grande manifestazione di gioia erano quelle stesse dove negli anni 60 e 70 gruppi di italiani si riunivano, all’esterno dei bar, per ascoltare meglio all’aperto le radiocronache calcistiche dall’Italia tramite radioline a transistor e la polizia li disperdeva credendo che stessero partecipando ad attività criminali.  Riprendersi quelle stesse strade per celebrare la vittoria ai Mondiali è stato un modo efficace per gli italiani di reclamare una parte dello spazio pubblico per se stessi, trasformandolo in uno “spazio italiano”, asserendo la presenza culturale italiana a Toronto come una delle più importanti nel panorama cittadino.

Toronto Sun, Lunedì, 12 luglio, 1982

La realizzazione del contributo italiano alla società canadese è stata ancora più evidente quando alcuni tifosi hanno condotto un camion ricoperto di bandiere italiane su e giù per St. Clair Avenue West. Poi l’hanno parcheggiato al centro della strada, dove un fiume di gente l’ha circondato impedendo ogni altro tipo di traffico per tutta la notte.  Il camion non è servito soltanto come piattaforma eccellente per sventolare tricolori giganti ma ha anche simbolizzato la fiorente industria delle costruzioni edili nella quale tanti italiani lavorano. Ha raccolto attorno a sé un enorme orgoglio per la consapevolezza che hanno gli italiani di aver contribuito in così larga parte allo sviluppo urbano della città di Toronto.

I giornali italo-canadesi non hanno mancato di prendere spunto da questo evento sportivo per celebrare l’eccellenza italiana e il successo del multiculturalismo. Ma anche la stampa canadese ha rappresentato gli italo-canadesi in modo positivo e ha sottolineato l’attrattiva rappresentata dalla politica multiculturale del premier Trudeau. Hanno notato l’eccentricità della manifestazione, i meravigliosi colori, la gioia, il rumore della festa e, soprattutto, il senso di benessere generale. Sono stati riportati anche piccoli incidenti avvenuti quando ci sono stati contatti fra gruppi culturali diversi che i giornalisti italo-canadesi probabilmente non hanno notato, tutti presi com’erano nel discutere animatamente sul senso di pace e di gioia della manifestazione.

Nonostante la prospettiva con cui si è guardato all’avvenimento, andrebbe ricordato che il giorno esatto in cui avvenne fu il 12 luglio 1982 e non l’11 che è il giorno della conquista della coppa del mondo, ma evidentemente questo è un dettaglio che non influisce sull’importanza delle rimembranze e delle celebrazioni di quell’evento che si sono succedute negli anni seguenti come un ricordo mitico. Una memoria collettiva che è scaturita da questo processo e ha sostituito la cronaca esatta degli avvenimenti. E’ stato vissuto dall’intera comunità italo-canadese e rimane uno dei momenti più importanti nella sua storia.

La coppa del Mondo FIFA del 1982 costituisce una pietra miliare della comunità italiana a Toronto. Segna il punto in cui gli italiani si sono resi conto del proprio valore nel mondo e nella società canadese. Ha dato anche vita a una serie di celebrazioni che hanno avvicinato gli italiani gli uni agli altri mettendo in luce il loro carattere pacifico, civile, laborioso e dignitoso, gente orgogliosa, integra e indispensabile per Toronto e per la nuova società multiculturale del Canada. In questo caso, la celebrazione è stata più importante dell’evento celebrato. Toronto non è stata più la stessa da quel giorno. Ora le bandiere sventolano ogni 4 anni in occasione della Coppa del Mondo, non solo per l’Italia ma per tutte le nazioni partecipanti che hanno una loro comunità in Canada.

Toronto Sun, Lunedì, 12 luglio, 1982

Fonti

Frank Colantonio, From the Ground Up: An Italian Immigrants Story, (University of Toronto Press, 1993).
Nicholas DeMaria Harney, Eh Paesan!, Being Italian in Toronto, (University of Toronto Press, 1998)
Franca Iacovetta, Such Hardworking People: Italians in Postwar Toronto, (McGill-Queens University Press, 1993)
Jordan Stanger-Ross, “An Inviting Parish: Community without Locality in Postwar Italian Toronto”, Canadian History Review, 87, 3 (September 2006), pp. 381-407.

Heritage Toronto is pleased to acknowledge the support of the Government of Ontario, through the Ministry of Tourism and Culture, for this project.

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