I nostri ricordi sono qui: Il Patrimonio Culturale Italiano a Toronto

[Our Memories are Here: Italian Heritage in Toronto]

Scritto da Tyson Brown

The Florentine Company, circa 1939. MHSO Collection, ITA-0013

Assieme a New York e Chicago, Toronto è stata una delle destinazioni principali per la diaspora italiana nel Nord America. L’immigrazione in questa città è iniziata originariamente alla fine del XIX secolo, ma è aumentata vertiginosamente nel secondo dopoguerra, creando una numerosa comunità italiana. La storia più generale della comunità italiana a Toronto è complessa e s’intreccia con gli eventi internazionali, i cambiamenti avvenuti in Italia e quelli avvenuti in Canada a metà del XX secolo.

Le origini della comunità italiana a Toronto sono il risultato finale di una serie di fattori storici contrastanti. Alla fine del XIX secolo in Italia si erano verificati importanti mutamenti politici. Il fallimento della riforma agraria dopo l’unificazione del Paese aveva lasciato molti contadini senza terra, disoccupati, poveri e con una limitatissima mobilità sociale. Considerata la situazione, molti italiani volsero lo sguardo all’estero per cercare nuove opportunità e ciò diede origine a un’ondata di emigrazione che portò alcuni di loro ad approdare a Toronto.

Lavoratori italiani lastricano King Street nel 1903. MHSO Collection, ITA-200372

Fra il 1890 e l’inizio del XX secolo, nell’Ontario settentrionale (e altrove nella provincia) c’erano posti di lavoro disponibili, soprattutto nella costruzione e manutenzione delle linee ferroviarie, nelle miniere, nell’agricoltura e in settori analoghi. Gli italiani potevano arrivare in Ontario con il sistema del “padrone”, cioè intermediatori privati che si facevano pagare per organizzare i documenti di viaggio, il trasporto, l’alloggio e l’assunzione in Canada dei lavoratori italiani. Durante l’inverno molti di questi immigrati si recavano nelle cittadine e nei paesi dell’Ontario per trovare lavori stagionali, in quanto i cantieri o i luoghi di lavoro isolati in cui lavoravano abitualmente, chiudevano nella stagione fredda. Il loro arrivo coincise con i maggiori sviluppi industriali avvenuti a Toronto in quell’epoca, con la nascita e l’affermazione di società elettriche, birrerie, distillerie, officine metalmeccaniche e altri tipi di industrie. La crescita della città contribuì a creare numerosi posti di lavoro anche nel settore delle costruzioni stradali, dei trasporti, dello scavo della rete fognaria e dell’edilizia in generale. La professionalità che alcuni immigrati italiani portavano dalla madrepatria nei settori dello scavo e delle costruzioni edili si adeguava perfettamente alla domanda del mercato e ciò contribuì a costituire una comunità italiana a Toronto che, nel 1915, poteva già contare su 12.000 appartenenti.

Anche prima di tale ondata di immigrati, però, esisteva in città una piccola comunità di italiani, i quali lavoravano come musicisti, fruttivendoli, fornai e artigiani, fornendo i loro prodotti a una clientela prevalentemente di origine britannica. La nuova ondata di immigrati consentì la graduale creazione di nuove imprese, fra cui ristoranti, saloni da barbiere, sartorie, calzolerie e negozi di alimentari, che iniziarono a fare la loro comparsa nelle vie cittadine. Costruita originariamente attorno al 1880, la chiesa di St. Patrick su McCaul Street, (ribattezzata Our Lady of Mt. Carmel nel 1908), divenne il primo centro di aggregazione religiosa per la piccolo comunità italiana che viveva nel quartiere The Ward (St. John’s Ward). Con la crescita della comunità e l’espansione della città, gli italiani si insediarono anche oltre i confine del Ward e così anche altre chiese, quali St. Helen’s Roman a Dundas e Lansdowne, St. Anthony a Bloor e Dufferin, St Agnes a Grace e College, St Peter a Bathurst e Bloor, divennero centri di raccolta della comunità italiana.

Nel periodo fra l’inizio del XX secolo e la seconda guerra mondiale, si formarono centri sociali e società di beneficienza, che svolsero un’importante funzione per gli italiani di Toronto. Fornivano assistenza sanitaria, assicurazioni, istruzione e altre forme di supporto in un’epoca nella quale i servizi sociale erano molto limitati. Una di queste associazioni era la “Order Sons of Italy of Ontario” e la sua storia a Toronto evidenzia bene quali furono le vicissitudini che la comunità torontina di origine italiana dovette affrontare allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Quando Canada e Italia avevano combattuto insieme durante la prima guerra mondiale, era nato un senso di unione fra le due nazioni. Ma l’ascesa al potere di Benito Mussolini, negli anni 20 del secolo scorso e l’instaurazione del regime fascista destabilizzò le relazioni con il Canada, anche se inizialmente alcune sue iniziative di politica estera avevano contribuito a gettare una luce positiva sulla reputazione dell’Italia e degli italiani all’estero. I giornali italiani tenevano la comunità locale informata su quanto avveniva in Europa. Alcuni accolsero favorevolmente l’avvento del fascismo come un segnale positivo per la comunità italiana a Toronto e un ritorno dell’orgoglio italiano. Mussolini stesso, a quei tempi, erano considerato favorevolmente all’estero per aver riportato ordine in Italia, ma agli inizi degli anni 30 la sua aggressività militare iniziò a preoccupare le altre nazioni europee e, di riflesso, anche il Canada. In questa luce minacciosa gettata dal loro Paese d’origine, i torontini di provenienza italiana cominciarono a essere visti da molti con sospetto e paura. Quelli che inizialmente avevano acclamato Mussolini per l’orgoglio che aveva restituito all’Italia reputarono improvvisamente si accorsero che il loro supporto al fascismo veniva interpretato come un segnale di dubbia lealtà alle autorità canadesi. Durante la seconda guerra mondiale, con le due nazioni che combattevano su fronti opposti, la comunità italiana in Canada affrontò ulteriori sofferenze. Temuti come potenziali nemici interni del Canada, oltre 500 canadesi di origine italiana furono rimossi con la forza dalle loro famiglie e comunità, per essere inviati in campi di internamento. Molti furono rilasciati dopo tre anni (alcuni molto prima) e una piccola parte rimase internata fino alla fine della guerra.

Alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945, si verificò una terza ondata migratoria di italiani verso il Canada.  Negli anni 50 e 60 il 40% dell’intera emigrazione dall’Italia al Canada si riversò nella città di Toronto. La sponsorizzazione familiare e i cambiamenti nella politica canadese sull’immigrazione permisero un rapido aumento degli arrivi, mentre lo sviluppo economico di quei decenni fornì ampie possibilità d’impiego. Da una popolazione di circa 16.000 persone nel periodo pre-bellico, la comunità italiana di Toronto passò a ben 300.000 unità negli anni 80. Sulla scia di questa ondata di immigrazione, gli italiani di Toronto hanno ridefinito il loro collocamento nel tessuto culturale della città.

Lavoratori immigrati dall’Italia costruiscono una fognatura. MHSO Collection, ITA-200373

La comunità italiana salì orgogliosamente alla ribalta cittadina nel 1982, quasi un decennio dopo la fine dell’ondata di immigrazione in Canada, quando la squadra di calcio italiana vinse il campionato del mondo e i tifosi azzurri si impadronirono pacificamente di St. Claire Avenue per festeggiare la vittoria. Fu un evento che sintetizzò la lunga storia della comunità italiana di Toronto e sancì il definitivo e orgoglioso passaggio dall’area periferica di questa comunità a un posto di importanza culturale primaria.

 Le ondate di immigrazione italiana hanno svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Toronto come metropoli moderna, contribuendo alla sua espansione fisica ma anche all’affermazione di questa città come capitale internazionale della diversità culturale.

Fonti

“Chiaroscoro Italians in Toronto from 1815 – 1915”, Polyphony: Toronto’s People, Vol. 6, No. 1, (Spring/Summer, 1984), pg. 44-49.
Kenneth Bagnell, Canadese: A Portrait of Italian Canadians, (Butterworths, 1989).
John Zucchi, The Italians Immigrants of the St John’s Ward, 1875-1915: patterns of settlement and neighbourhood formation,  (Multicultural History Society of Ontario, 1981)
John Zucchi, “Italians Hometown Settlements and the Development of an Italian Community in Toronto”, 1875-1945”, Gathering Place: Peoples and Neighbourhoods of Toronto, 1834-1945, (Multicultural History Society of Ontario, 1985).
John Zucchi, ‘Development of a National Identity’, Italians in Toronto, (McGill-Queens University, 1988).

Heritage Toronto is pleased to acknowledge the support of the Government of Ontario, through the Ministry of Tourism and Culture, for this project.

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